Backing Vocals: 5 Consigli Utili

Come mixare al meglio i Backing Vocals


I backing vocals assumono un ruolo molto importante nella musica moderna.

Non solo colorano e danno trasporto alla traccia, ma ricoprono anche un ruolo fondamentale spesso trascurato, ovvero creare “texture”.

I backing vocals infatti, se lavorati a dovere, renderanno il tuo interno mix più omogeneo e le voci principali (o lead vox) sembreranno totalmente immerse nella base strumentale.

Inoltre questa importante sezione si presta molto bene alla sperimentazione creativa, dunque una volta che padroneggerai le tecniche di base potrai davvero divertirti!

In fase di registrazione infatti, ti consiglio di salvare sempre tutte le registrazioni vocali del cantante.

Sarà poi tua cura riascoltare tutto il materiale e decidere se impiegarlo o no per scopri creativi sui backing vocals.

Molte registrazioni che non vanno bene per la Lead Vox potrebbero risultare estremamente utili come effetti creativi in un secondo momento.

Doppie voci, coretti, risposte, ecc.

Ecco perché avere più materiale è sempre meglio che non averne affatto!

Layering


Backing Vocals: Layering
Backing Vocals: Layering

I backing vocals si presentano spesso su diversi livelli.

Questo perché, ogni traccia vocale registrata per essere mixata nei backing vocals, è spesso pensata per armonizzare la voce principale.

In questo modo la Lead Vox sembrerà più “grande” e colorata.

Per l’ascoltatore questo si traduce in una sensazione di maggior trasporto e coinvolgimento nei confronti del brano.

Per un Sound Designer invece, è uno strumento utile per creare omogeneità e collante fra la base strumentale e la voce principale.

I diversi layer di backing vocals possono essere posizionati nello spazio grazie al Pan o plugin che ne aumentino l’immagine stereo.

Il Layeing rappresenta la base per la creazione di backing vocals di alta qualità.

Inoltre ti garantirà più possibilità creative.

Più livelli avrai a disposizione più potrai localizzare alcuni effetti.

Ad esempio, potresti voler applicare un saturatore audio solo a uno dei layer, in questo modo l’effetto non verrà applicato su tutto il gruppo e potrai gestire la saturazione con maggior precisione.

Quando avrai finito di modificare le tracce singole ti consiglio di farle convergere tutte in un unico gruppo.

Applicando al gruppo una compressione (l’intensità dipende dall’effetto desiderato) contribuirai a far suonare i backing vocals in modo più omogeneo.

Lo stesso procedimento può influenzare anche l’immagine stereo o i riverberi, applicandone diversi tipi ai diversi livelli si possono ottenere degli effetti molto interessanti.

Delay e Pitch Shift


Ableton Live Delay
Ableton Live Delay

Nell’articolo sul Delay Audio e Come Usarlo ho mostrato diverse tecniche che si possono applicare anche (e in certi casi soprattutto) alle parti vocali.

Infatti, il delay viene spesso utilizzato per allargare l’immagine stereo dei backing vocals slittando di poco il ritardo di uno dei due canali (L/R) rispetto all’altro.

Strumenti come i Pitch Shifter invece, ti aiuteranno a creare armonie all’interno dei backing vocals.

Questo avviene grazie a un leggero slittamento in termini di Detune fra i due canali.

Il risultato è un’immagine stereo percepita più ampia e un’omogeneità armonica notevole.

Fai sempre attenzione quando utilizzi un delay.

Se i tempi di ritardo sono troppo elevati il “trucco” dell’immagine stereo viene subito percepito dal nostro cervello che elaborerà i suoni come due suoni completamente differenti fra loro.

Questo porterà inevitabilmente ad una confusione generale nel mix, causando effetti di mascheramento e nei casi peggiori perfino controfase.

Una buona soluzione per rendere il delay più naturale è quella di accoppiarlo con un riverbero.

Creerai così un ambiente che apparirà realistico e ben definito.

Phaser e Flanger


Questi effetti danno alla voce un senso di movimento molto utilizzato soprattutto nei ritornelli.

Si tratta di effetti che, se ben gestiti, daranno più spazio e colore ai tuoi backing vocals.

Il Phaser agisce tramite un filtro che viene modulato da un LFO.

L’effetto, al livello uditivo, è molto simile al Flanger, con la differenza che il Phaser non aggiunge nessun tipo di variazione di Pitch.

Entrambi gli effetti sono molto popolari soprattutto nella musica Pop, ma difficilmente vengono utilizzati in combo.

Il Flanger, il quale è indubbiamente il più utilizzato fra i due, se impostato con valori bassi di ritardo (intorno ai 10/20ms) contribuirà all’apertura dell’immagine stereo e, grazie ai suoi effetti di detune, darà anche maggior supporto alla voce principale dando l’impressione che sia stato utilizzato un Chorus.

Se hai a disposizione molti livelli all’interno del gruppo Backing Vocals prova ad utilizzare il Flanger solo su una traccia.

Otterrai uno slittamento molto interessante che però non danneggerà in alcun modo l’intelligibilità del vocale dal momento che esistono altri livelli non effettati in quali invece, saranno adibiti proprio alla chiarezza del testo (grazie a distorsioni sulle alte frequenze o apposite equalizzazioni).

Chorus, Vocal Doubler e Harmonics


Sono tutti effetti dediti allo sdoppiamento vocale e alla creazione di armonizzazioni.

Sebbene nella maggior parte dei casi, come ti dicevo precedentemente, i backing vocals vadano trattati seguendo la tecnica di Layering, in alcuni casi può rivelarsi utile l’utilizzo di questi effetti per sopperire alla mancanza di diversi livelli.

Infatti, grazie a questi effetti è possibile ricostruire cori e armonie partendo dalla registrazione della voce principale.

Il Chorus ad esempio, ti permette di ritardare le tracce su L/R (analogamente a come fa un delay) e successivamente impostare un detune che ti permetta di dare la sensazione di armonia e presenza.

I Vocal Doubler, come ad esempio quello proposto da iZotope, compiono in automatico questo tipo di lavoro.

Esistono inoltre i plugin Harmonics, i quali, sempre partendo dalla voce principale si occuperanno di duplicare e modificare la voce principale in base alle proprie esigenze armoniche.

Di solito questi strumenti permettono di creare fino a 5 voci diverse tutte a supporto della melodia principale.

Questi strumenti si rivelano molto utili specialmente in situazioni di Home Recording dove, registrare più volte una parte vocale può portare ad un incremento di rumore di fondo o rientri che se sommati inficerebbero la qualità del mix complessivo.

Backing Vocals: Equalizzare e Comprimere il Gruppo/Bus


UAD Vocal Compressor: backing vocals compressione
UAD Vocal Compressor

Quando tutti i singoli livelli saranno trattati sarà il momento di canalizzare il tutto verso un unico Gruppo/Bus.

In questo modo avrai un controllo totale dei backing vocals, potrai gestire un solo volume (a patto che i volumi interni siano già stati equilibrati) e potrai applicare effetti di gruppo che, se ben utilizzati daranno una maggiore sensazione di omogeneità al tuo intero lavoro.

La compressione sul gruppo dev’essere leggera, mirata all’eliminazione di picchi fastidiosi, ma mai eccessiva.

Sebbene il nostro obiettivo sia quello di creare amalgama fra i vari livelli, una compressione eccessiva potrebbe danneggiare la dinamica e questo influirebbe poi sul mix backing vocals/lead vox.

Un’ottima soluzione è rappresentata da compressori multibanda ed eventualmente compressori M/S i quali ti permetteranno di comprimere separatamente Mid e Side.

Otterrai un’immagine stereo più definita mantenendo intatta la dinamica e avrai così l’effetto desiderato.

Per quanto riguarda l’equalizzazione invece, dovrai puntare a scolpire il gruppo dei backing vocals in modo da incastrare (in termini di frequenza) al suo interno la voce principale.

Con un’equalizzazione leggera e “a specchio” (ovvero quasi speculare a quella della voce principale) otterrai maggiore amalgama fra i due componenti.

Inoltre, esistono equalizzatori M/S che si riveleranno utilissimmi da utilizzare sul tuo Bus, specialmente in collaborazione con il precedente compressore.

Tramite l’equalizzazione dovrai rimuovere tute le fastidiose risonanze che causano mascheramento alla voce principale.

Ricorda sempre di lavorare per sottrazione ed evitare i boost se non strettamente necessari.

Backing Vocals, Conclusione


Come avrai ormai intuito, i backing vocals sono uno strumento potente che non solo aiuta a tenere insieme il mix nel suo complesso ma ti mette a disposizione infinite possibilità creative.

Da un take mal riuscito si può generare un effetto creativo unico basta solo sperimentare!

Strumenti come Output Sound Movement o iZotope Vocalsynth 2 sono alcuni esempi di altri strumenti che possono essere integrati a quelli precedentemente mostrati per creare ulteriori effetti.

Esistono inoltre Suite di modifica e gestione delle voci come ad esempio il potentissimo Nectar 3 sempre proposto da iZotope.

Queste Suite sono munite di ogni genere di effetto e processeranno la voce comunicando costantemente fra di loro, una possibilità interessante per un controllo totale sull’intera sezione vocale.

Scopri altri utili strumenti e tecniche di produzione utili sia per le parti vocali che strumentali:

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