Delay Audio e Come Usarlo

Nell’articolo di oggi ti mostrerò cos’è il Delay Audio e come usarlo al meglio nelle tue produzioni!

Nell’articolo Riverbero Audio e Come Usarlo abbiamo già trattato il tema della ricostruzione di un ambiente artificiale entro cui far suonare i nostri strumenti.

il Delay Audio, detto anche ritardo, memorizza alcune parti del segnale audio per poi riproporle ad intervalli prestabiliti.

Se questi intervalli sono minori di 40ms il nostro cervello verrà ingannato e non distinguerà due suoni differenti, bensì utilizzerà le informazioni a sua disposizione per valutare le misure dell’ambiente in cui si trova.

Il delay audio dunque, si mostra utile fin da subito per dare maggiore realismo ai nostri ambienti, specialmente se utilizzato in collaborazione con un Riverbero Audio.

Ma quali sono gli altri impieghi del Delay Audio?

Sappi che a differenza di come si pensa, non è solo un effetto che viene in aiuto durante la creazione di ambienti, ma può essere utilizzato per ottenere molti risultati differenti in vari contesti.

Prima di analizzare uno per uno tutti gli impieghi del Delay Audio, sarà bene imparare i controlli di base che questo effetto ci offre.

Controlli

Delay Audio e come usarlo - delay nativo di Ableton Live
Il Delay di Ableton Live è semplice ma potente

Dry/Wet – come tutti i plugin e gli effetti di base, anche il Delay ha il suo controllo di Dry/Wet tramite il quale potremmo decidere la percentuale di segnale che passerà all’interno del nostro effetto.

Left/Right Sync – tramite questo controllo potrai decidere il tempo di ritardo del tuo Delay su entrambi i canali.

Potrai decidere se utilizzare il Sync in due modalità: Beat Sync, nella quale il tuo Delay si sincronizza con la tua sessione tramite la divisione delle battute (1/4, 1/8, 1/16, ecc.) oppure potrai impostare la modalità Tempo, in questo caso la divisione del tempo avviene in millisecondi.

A meno che tu non stia cercando di creare un effetto creativo ti consiglio sempre di utilizzare la modalità Beat Sync, per ridurre eventuali fuori tempo che potrebbero dare fastidio al brano e alle armonie.

Feedback – sicuramente è uno dei controlli più caratteristici ed importanti del Delay Audio.

Tramite questo parametro potrai decidere la quantità di segnale in uscita che verrà rinviata al relativo ingresso.

Questo vuol dire che maggiore sarà il feedback, maggiore sarà il numero di ritardi inseriti all’interno del nostro segnale audio.

Modulazione – la modulazione di un Delay Audio, proprio per la natura dell’effetto, viene alterata rispetto all’originale. Potrai infatti sentire che le ripetizioni del tuo Delay Audio sembreranno armonicamente alterate rispetto al resto del tuo brano.

Grazie a questo controllo avrai la sicurezza che il tuo Delay Audio non vada a creare problemi armonici.

Sezione Filtri – in tutti i Delay che si rispettino troverai una sezione dedicata ai filtri.

tramite questa sezione potrai decidere quali parti (in frequenza) del tuo Delay Audio eliminare e quali enfatizzare.

Ping Pong – questa modalità d’uso del Delay si presta molto bene ai suoni ambientali se adeguatamente dosata.

Si tratta di un effetto applicato al Delay per cui le ripetizioni generate “saltano”dal canale sinistro al canale destro (se utilizzi delle cuffie potrai godere al massimo di questo effetto).

In questo modo avrai la sensazione di uno spazio ancora più grande.

Adesso che abbiamo analizzato tutti i comandi di base di un Delay Audio possiamo procedere alle tecniche di utilizzo.

Il Delay infatti, non è solo un effetto dedicato alla creazione di ambienti credibili, ma si presta per moltissimi altri effetti, quale phaser, flanger o perfino chorus.

Vediamo in che modo possiamo utilizzare queste tecniche.

Tecniche

Ritmica – Questa tecnica, usata soprattutto nella musica dance, consiste nel aggiungere (specialmente sulle parti ritmiche) dei ritardi che aggiungano un ulteriore groove alla sezione ritmica.

immagina di avere, ad esempio, un set di percussioni. Applicando un Delay e impostando il tempo di ritardo oltre i 40ms il nostro cervello sentirà suoni separati fra di loro.

In questo modo otterrai la sensazione che la tua ritmica sia più movimentata e groovy.

Phaser e Flanger – Impostando il Delay a 15ms e mixandolo con il segnale originale (quindi non ritardato) si otterranno delle leggere cancellazioni di fase, questo effetto è detto Filtro a Pettine.

Se variamo il tempo di uno o più di questi ritardi otterremo un costante scivolamento di fase detto Phaser o Flanger.

Questo effetto, che regala possibilità creative davvero infinite, è spesso usato dai chitarristi, in special modo sulle chitarre elettriche.

Se lo sfasamento è minimo si ottiene l’effetto Phaser, al contrario se lo sfasamento è ampio e con cambi di intonazione (più o meno accentuati) si ha l’effetto Flanger.

Voci e Chorus – Con lo stesso criterio di prima possiamo applicare il nostro Delay alle parti vocali delle nostre tracce.

Se mixiamo insieme due segnali identici (ad esempio lo stesso campione vocale) leggermente ritardati, di cui uno con intonazione leggermente differente (molto più controllata del Flanger) otteniamo l’effetto Chorus.

Questo effetto molto usato sulle voci è utilizzato per creare armonie e sensazione di spazio.

Ma non è solo un effetto dall’uso creativo! Questa stessa tecnica infatti, viene spesso utilizzata nei dialoghi per rendere più intellegibile la voce per l’ascoltatore.

Raddoppio delle parti e immagine Stereo – Come ti ho già anticipato, se utilizziamo il nostro Delay con ritardi compresi tra i 15ms e i 35ms , il nostro cervello viene ingannato, percependo non due suoni distinti, ma un suono unico, più grande e armonicamente più ricco dell’originale.

Questa tecnica è utilizzata non solo sulle parti vocali (che crea davvero un. effetto meraviglioso) ma anche sui gruppi di fiati o di archi con lo scopo preciso di aumentarne la densità a la grandezza del suono stesso che percepiamo.

Un’altra tecnica molto utilizzata per ampliare l’immagine stereo dei suoni consiste nell’impostare tempi di ritardo differenti fra il canale sinistro ed il canale destro (ad esempio canale sx 1/8 e canale destro 1/16), in questo modo avrai la sensazione che il suono si muova in un ambiente decisamente più grande rispetto all’originale.

Creazione di Ambienti – Questo è forse uno degli utilizzi principali per cui si usa il Delay.

facendo collaborare il Delay con un Riverbero Audio otterrai un suono molto più naturale e realistico per i tuoi ambienti.

Questo perché utilizzando soltanto un Riverbero Audio (che non abbia già inclusa una sezione di Delay) il suono potrebbe risultare povero proprio di ritardi che il nostro cervello percepisce come riflessioni.

Aggiungendo dunque un Delay e gestendolo con molta attenzione (poiché se esageri rischi di avere problemi di mascheramento o addirittura di armonia), otterrai suoni più credibili, specialmente per quanto riguarda i suoni ambientali delle tue tracce.

Concludiamo

Come anche il riverbero, il compressore e l’equalizzatore, il delay va considerato come un effetto di base. Questo significa che tutti i producer o sound designer dovrebbero possederne uno con cui hanno particolare dimestichezza.

Oggi ti ho mostrato come usare un Delay, potrebbe per tanto interessarti anche Riverbero Audio e Come Usarlo, se invece vuoi imparare ad usare gli altri plugin dai un’occhiata a:

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Recensioni utili

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