Home Studio Professionale

È Possibile costruire un Home Studio Professionale?


Sempre più spesso, a causa del mio lavoro, mi viene chiesto se sia effettivamente possibile costruire un Home Studio Professionale.

Con l’avanzare delle tecnologie e con tutti i nuovi strumenti che escono quotidianamente a supporto della produzione musicale la domanda sorge spontanea.

Plugins che mirano alla creazione di Mastering Audio perfetti, emulazioni di hardware analogici, strumenti musicali sempre più precisi e di dimensioni ridotte, tutto questo lascia pensare che lo studio di registrazione inteso in senso classico stia per vedere il suo ultimo tramonto.

Potremmo paragonare gli Home studio e gli studi di registrazione tradizionali ai CD e i Vinili. Il fascino rimane invariato, il vinile è di gran lunga più affascinante del CD, ma il CD restituisce una qualità diversa, forse più fredda ma decisamente più precisa, rappresenta insomma il futuro.

E così, in un epoca in cui tutto è più veloce, pratico, a portata di mano, sempre più spesso mi si chiede se l’Home Studio sostituirà gli studi di registrazione.

È un argomento delicato, ma si può iniziare classificando gli Home Studio professionali come Project Studio.

È una definizione ampia che include molti tipi differenti di studi. Si tratta di studi di registrazione, commerciali o privati, che forniscono ai Sound Designer un ambiente di lavoro adeguato.

Un Home Studio che si definisca Project Studio è molto diverso da un Home Studio inteso in senso tradizionale, ovvero nella camera da letto del sound designer!

Si tratta di una struttura che sia compresa all’interno dell’abitazione del sound designer e pertanto progettata di conseguenza.

Va detto però che, gli Home Studio, ovvero gli studi privati (dal momento che si trovano spesso nella casa dello stesso sound designer), sono più complessi da progettare rispetto agli studi commerciali.

Questo perché per uno spazio commerciale si può ipotizzare l’acquisto di un ampio spazio, come un capannone, un casolare in un posto più isolato, e di conseguenza si può progettare il tutto partendo totalmente da zero.

Nel caso dello studio privato invece, bisognerà rendere idonei spazi preesistenti o comunque non del tutto modellabili.

Dunque si può creare un Home studio Professionale? Vediamo cosa serve.

Home Studio: La Struttura


Home studio piccolo
Home Studio di piccole dimensioni

Quando si parla di Home Studio si pensa subito alla scrivania messa in quel remoto angolo della casa dove non da fastidio a nessuno e dove a fatica filtra un po’ di luce.

Nella maggior parte dei casi, probabilmente è così!

Una cosa che dev’essere chiara fin da subito è che, creare spazi appositamente pensati per produrre musica è molto costoso.

Dopotutto costruire uno studio di registrazione è considerato un vero e proprio investimento, non di certo una spesa ordinaria.

Quindi, con questa premessa bene in mente si può iniziare a parlare di spazi e strutture per l’Home Studio professionale.

Un Home Studio professionale necessita come prima cosa di spazio.

Si può ottenere un Home Studio professionale anche in spazi ridotti, ma ricorda che, ovviamente, maggiore è lo spazio più l’acustica sarà facilmente gestibile.

Progettare un Home Studio Professionale da soli è impossibile, avrai necessariamente bisogno di professionisti che valutino adeguatamente il tuo ambiente, sia per le dimensioni, sia per la forma.

Dimensioni e forma del tuo ambiente daranno la possibilità, a chi dovrà occuparsi dell’acustica, di confezionare un progetto perfetto e specifico per le tue esigenze.

Una volta che il tuo ambiente sarà trattato acusticamente, potrai procedere con l’acquisto dell’attrezzatura.

Tieni sempre a mente che il posizionamento dell’attrezzatura e della strumentazione nel tuo Home Studio, sarà in parte concordato con il progettista che si è occupato dell’acustica della sala, in questo modo non altererai l’idea acustica originale.

Il mobilio dello studio può essere acquistato da professionisti del settore oppure, può essere commissionato ad un artigiano che si occuperà di creare tutti i mobili richiesti, tenendo conto delle specifiche acustiche che gli saranno indicate.

A questo punto sarai già arrivato alla prima scelta davvero importante che troverai sul tuo percorso per la realizzazione di un Home Studio professionale.

Nel tuo Home Studio è previsto un Desk Mixer? Si tratta di uno degli elementi più affascinanti all’interno di uno studio di registrazione, ma anche di uno dei più costosi.

Da questa tua scelta dipenderà la direzione che prenderà il tuo studio, sarà proiettato verso un suono più analogico o sarà puramente digitale?

In base a ciò che sceglierai il tuo Home Studio potrebbe necessitare di attrezzatura e spazi differenti.

La tecnologia in continuo sviluppo ha portato la Solid State Logic (SSL) ha sviluppare un nuovo concetto di mixer analogico.

Con il continuo sviluppo di nuovi sequencer software, più veloci da utilizzare, più intuitivi e di gran lunga meno costosi le necessità all’interno di uno studio di registrazione sono cambiate.

La SSL ha creato AWS δelta. Un Mixer definito Analog Workstation System (AWS appunto).

Grazie a tecnologie di questo tipo, l’analogico e il digitale riescono ad interfacciarsi alla perfezione offrendo in entrambi i casi il meglio di se.

Il risultato, la velocità e praticità del digitale con l’aggiunta del tipico calore di un mixer analogico.

Così, potrai avere nel tuo Home Studio, in molto meno spazio, la componente tipica dei grandi studi di registrazione.

Se invece decidessi di costruire un Home Studio puramente digitale, un mixer console di questo tipo non sarà necessario.

Sarà invece sostituito da un’ampia scrivania a più livelli con inclusi supporti rack per il tuo Outboard, supporti per gli Studio Monitor con appositi stand e piano scorrevoli per i controller MIDI e i synth. Un buon esempio è la Zaor Miza X2 Black Cherry.

La scelta di includere un mixer analogico nel tuo Home Studio dipenderà dal tipo di musica che intendi produrre, e ovviamente, dal tuo gusto personale.

Le regole di base per la struttura di un Home Studio professionale riguardano la grandezza e la forma degli spazi e la scelta dell’attrezzatura corretta.

Uno spazio troppo piccolo potrebbe causare problemi acustici sulle basse frequenze e ne renderebbe molto difficile la gestione.

Strumentazione di Base


La strumentazione di base è simile a quella di un piccolo Home Studio, ne ho già parlato nell’articolo su come allestire un Home Studio.

Il primo anello della catena è un buon Computer.

In questo caso non si tratta di un computer portatile (Laptop) ma di un fisso (Desktop).

Dev’essere un computer con specifiche davvero alte, ricorda che dovrà gestire praticamente tutto il tuo Home Studio.

Un computer destinato all’uso esclusivo in un Home Studio professionale dovrebbe possedere, fra le altre cose:

  • Un processore che vada dagli 8 core in su
  • 48 Gb di RAM
  • E un hard disk SSD con capienza di almeno 2Tb

Queste specifiche non sono assolute, si potrebbe gestire uno Home Studio con qualcosa in meno, tuttavia, ricorda che non stai costruendo un semplice studio per produrre musica che poi andrà lavorata in un altro studio.

In questo caso si parla di un Home Studio professionale che disponga di numerosi strumenti, quindi una capacità di archiviazione alta permetterà di possedere un’ampia gamma di plugins.

La potenza del processore e della RAM ti garantiranno uno scorrimento fluido anche durante le sessioni più complesse.

Inoltre su sessioni con numerose tracce sarai in grado di gestire una grande quantità di plugins, in questo modo avrai tutto il mix costantemente sotto controllo.

Dovrai avere inoltre diversi supporti di archiviazione esterni, sia per i tuoi backup che per archiviare tutti i progetti dei clienti a lavoro finito.

Il secondo anello della catena è l’interfaccia audio.

Dovrai avere una scheda audio potente e che si possa facilmente interfacciare con il mixer (qualora avessi deciso di integrarlo nel tuo Home Studio).

In ogni caso, avrai bisogno di molti ingressi e uscite audio che ti serviranno per collegare il tuo outboard e per registrare strumenti, dalle voci alle chitarre.

La Universal Audio Apollo x16 è una delle migliori Schede Audio, e nasce proprio per i clienti più esigenti. Le sue numerose uscite e la velocità di connessione la rendono lo strumento adatto per la gestione di più canali contemporaneamente.

Il terzo anello della catena di costruzione del tuo Home Studio professionale è costituito dagli Studio Monitor.

La distanza dei Monitor dalla postazione di lavoro definirà quale sia la tipologia più adatta per il tuo Home Studio.

Gli Studio Monitor costituiscono uno degli elementi più delicati del progetto, per questo vanno discussi con l’ingegnere del suono che si è occuperà dell’acustica.

Bisognerà decidere la grandezza giusta, la posizione (potrebbe essere necessario inserirli nel muro) e in certi casi bisognerà stabilire un volume massimo da non superare per non falsare l’ascolto.

Dovrai avere più di una coppia di Studio Monitor a disposizione, questo per fare diversi test di ascolto ai fini di creare un prodotto che rispetti gli standard qualitativi.

Ed infine il quarto anello, ovvero la scelta del sequencer.

Dovrai scegliere in base alle tue preferenze, ma dovresti valutare l’acquisto di un sequencer che sia di facile integrazione all’interno di questa tipologia di Home Studio.

Scegliere il giusto sequencer ti permetterà di lavorare velocemente e gestire tutti gli hardware con estrema semplicità.

Così avrai scelto le 4 componenti fondamentali del tuo Home Studio. Ma non è ancora finita!

Strumentazione Aggiuntiva


Oltre alla strumentazione di base, nel tuo Home Studio, avrai bisogno di diversi strumenti aggiuntivi per salvaguardare il tuo studio e i tuoi lavori.

In un Home Studio così complesso avrai bisogno di molte prese di corrente e prolunghe, dunque avrai un passaggio e un carico elettrico davvero notevoli!

Questo comporta diversi problemi che, se non saranno adeguatamente gestiti, potrebbero inficiare la qualità del tuo prodotto finale.

O, nel peggiore dei casi, danneggiare gravemente la tua attrezzatura.

Questi sono i problemi principali di un impianto elettrico non adeguatamente progettato:

  • Tensione Instabile. Oltre a considerare la normale fluttuazione della tensione dovrai tenere in conto il carico di tutta la strumentazione, il quale inevitabilmente porterà ad avere una tensione instabile.
  • Interruzioni Improvvise di Elettricità. Che sia per causa tua o per causa della società elettrica, le interruzioni improvvise possono verificarsi, quindi vanno tenute in considerazione. Potrebbero danneggiare la tua attrezzatura e/o farti perdere dati non permettendoti di salvare un progetto o semplicemente danneggiandoli.
  • Rumore di Fondo. Le linee elettriche possono essere rumorose. Questo si tradurrà in un prodotto di qualità inferiore, per questo sarà bene gestire la tensione elettrica.

Avrai bisogno dunque di proteggere la tua attrezzatura, il tuo cablaggio e assicurarti che ci sia poco rumore introdotto dalla bassa qualità dei circuiti elettrici.

Per fare questo esistono due strumenti fondamentali da introdurre nell’Home Studio: Lo Stabilizzatore di Tensione e il gruppo di continuità UPS (Uninterruptible Power Supply).

Esistono apparecchiature potenti in grado di svolgere queste due funzioni contemporaneamente, tuttavia anche averne due (o più) separati può andare bene per gestire gli sbalzi di tensione e le interruzioni improvvise di elettricità.

Gli Stabilizzatori di Tensione più in uso sono i Furman, utilizzati nei grandi e nei piccoli studi come principali stabilizzatori di tensione.

Ne esistono di varie misure e potenze, quindi dovrai valutare insieme al tuo progettista quale sia il più adeguato per il carico che dovrai gestire, ma sicuramente troverai ciò che fa al caso tuo data l’ampia gamma messa a disposizione.

Grazie all’aggiunta di uno stabilizzatore eviterai fluttuazioni casuali della tensione e ridurrai notevolmente il rumore di fondo introdotto dalle linee elettriche.

Stessa cosa per quanto riguarda gli UPS, anche in questo caso dovrai quantificare il tuo consumo elettrico prima di procedere all’acquisto.

In questo modo ti sarà possibile capire se avrai bisogno di un modello con molta potenza o di più apparecchi per supportare un’eventuale interruzione di corrente.

Un Buon UPS è il Trust Oxxtron 1300VA. Trust rappresenta un’ottima soluzione per questi apparecchi, è un marchio facilmente reperibile, di conseguenza sarà più facile ricevere supporto qualora dovesse essere necessario.

L’UPS si rivelerà un elemento di base nel tuo Home Studio professionale.

Se dovesse verificarsi un’interruzione improvvisa dell’elettricità mentre stai lavorando ad un progetto, avrai il tempo di salvarlo e archiviarlo in tutta sicurezza.

Inoltre avrai anche il tempo per spegnere la tua strumentazione seguendo la giusta procedura, in questo modo eviterai guasti alla tua attrezzatura.

Sempre riguardo l’impianto elettrico, dovrai porre attenzione anche al cablaggio, alla messa a terra e all’utilizzo o meno di alimentatori bilanciati.

In ogni caso, fatti aiutare da un professionista per progettare l’impianto elettrico, in questo modo potrai stare nel tuo Home Studio in totale sicurezza!

… E anche la tua attrezzatura sarà più al sicuro!

Potrebbe essere utile installare anche un sistema audio DSP.

Si tratta di vere e proprie schede di accelerazione che aumentano la capacità di calcolo della workstation e che supporteranno la tua CPU riducendone il sovraccarico.

In questo modo potrai applicare più strumenti e svolgere i lavori in real time senza sacrificare la qualità e soprattutto senza sovraccaricare il sistema.

Un esempio di questo tipo di sistema lo propone la Universal Audio con UAD-2 Live Rack Ultimate.

Tramite questa interfaccia potrai utilizzare i plugins UAD senza sovraccaricare la CPU.

Strumenti per le Registrazioni


Non è detto che in un Home Studio professionali si registri per forza dal vivo. Tutto dipende dal tipo di specializzazione dello studio.

Ad esempio, se si tratta di un Home Studio specializzato nel Mastering Audio, sarà totalmente inutile acquistare dei microfoni.

Quindi, prima di fare acquisti inutili, definisci la specializzazione del tuo Home Studio.

Se deciderai di registrare voci o strumenti nel tuo Home Studio avrai bisogno di ulteriore attrezzatura.

Per iniziare, dovrai procurarti un buon kit di microfoni per i diversi strumenti e le diverse occasioni. (Microfoni, Cosa sono e Come Funzionano)

Se il tuo Home Studio non prevede una sala di registrazione divisa dalla tua control room, non potrai registrare una grande varietà di strumenti, e la qualità potrebbe non essere all’altezza delle aspettative.

Tuttavia potrai registrare chitarre elettriche in-line, chitarre acustiche ed in generale strumenti di piccole dimensioni ottenendo buoni risultati e suoni puliti che, se adeguatamente trattati, svolgeranno il loro dovere all’interno del mix egregiamente.

Perché questo sia possibile però, avrai bisogno di diversi pannelli di materiale fonoassorbente per isolare il più possibile il musicista e fare in modo che il suono venga registrato senza il riverbero dell’ambiente.

Questi pannelli sono pensati in modo che si possano spostare velocemente, di solito sono agganciati a dei supporti mobili, ad esempio delle staffe, e grazie al peso ridotto sono molto maneggevoli.

Durante la fase di progettazione, potrai predisporre una piccola area del tuo studio per registrare i tuoi musicisti.

In questo modo potrai velocemente preparare tutto il materiale necessario per la registrazione in base alle tue esigenze.

Se dovessi invece registrare delle voci, ti potrebbe servire un Vocal Booth.

Si tratta di piccole cabine insonorizzate in cui il cantante (e solo lui dato le dimensioni) entra per eseguire la sua parte.

Ne esistono di vari tipi e misure dai più economici e poco appariscenti a quelli più elaborati come il Vicoustic VicBooth Premium.

Per quanto riguarda i microfoni, non dovrai avere una collezione in questo caso. Basteranno pochi microfoni di alta qualità in modo da coprire diversi timbri vocali.

Tuttavia ti serviranno dei pre amplificatori pro per alimentare i tuoi microfoni, in questo modo sarai sicuro che la qualità del suono registrato sarà la più alta possibile.

Pre Amp come l’ AMS Neve 1073 DPA Preamp Stereo rappresentano uno standard nell’industria musicale.

I Pre amplificatori andranno inseriti all’interno dei rack a tua disposizione, e saranno collegati e configurati con la tua DAW, in questo modo potrai ricevere, registrare e lavorare il segnale.

Esistono anche pre amp che dispongono di più linee di microfonaggio, e spesso includono effetti di compressione per dosare la dinamica di ciò che dovrai registrare, ne è un esempio l’Universal Audio 4-710D Twin-Finity.

Questo pre amplificatore infatti dispone di 4 linee di registrazione e include dei parametri di compressione per ogni linea che riproducono il suono e lo stile del 1176.

Un altro pre amplificatore microfonico degno di nota è l’SSL X Logic Alpha VHD Pre. Si tratta di un pre amp a 4 linee semplice e intuitivo.

Mostra tutto il suo potenziale sulle registrazioni vocali poichè inserisce all’interno della registrazione il tipico colore analogico delle macchine SSL, dando più corpo e calore alle voci.

Con i pre amplificatori insomma, inizierai a riempire i tuoi spazi rack. E si sommeranno alle già presenti interfacce audio e schede di accelerazione.

Tieni in considerazione che un pre amplificatore aumenta la qualità delle registrazioni di molto rispetto a quelli già integrati nelle interfacce audio, quindi potrebbero servirti anche nel caso in cui volessi registrare degli strumenti.

Personalmente, trovo che nel caso degli strumenti non sia strettamente necessari (dipende da caso a caso), in linea di massima il suono registrato si può lavorare ottenendo grandi risultati tramite i plugins.

Inoltre saranno fondamentali delle buone cuffie chiuse per il cantante all’interno del booth.

Inoltre, ricorda che ti serviranno dei Controller MIDI.

Di base, uno molto piccolo da avere sempre a portata di mano ed uno più grande da dedicare al musicista che devi registrare.

In questo caso tastiere da 88 tasti sono consigliate.

Potrebbe tornarti utile anche una 49 tasti semi pesati, in questo modo potrai riprodurre il tocco di un synth.

Riempire i Rack, Outboard


Abbiamo iniziato a riempire gli spazi rack della postazione con alcuni elementi di base per creare un Home Studio di livello professionale, adesso procediamo con altri elementi hardware esterni che si riveleranno essenziali.

Dovrai valutare con molta attenzione l’acquisto dell’outboard. È estremamente dispendioso e in certi casi potrebbe rivelarsi inutile.

Dovrai acquistare SOLO gli strumenti necessari per produrre il materiale che ti interessa, ovvero quello in cui stai cercando di specializzare il tuo Home Studio.

Ci sono compressori audio e equalizzatori audio pensati per la fase di mastering. Così come ce ne sono altri pensati per la registrazione o per il mixing, dunque, presta attenzione durante l’acquisto!

Tuttavia, devi sapere che alcuni elementi di outboard saranno necessari a prescindere dalla tipologia di studio che intendi sviluppare.

Tutto ciò che riguarda il metering e monitoring sarà necessario per ottenere risultati altamente professionali. Quindi partiamo proprio da questi elementi per poi passare a quelli più “divertenti”!

Per prima cosa un analizzatore di spettro! Ti servirà per sapere esattamente cosa sta succedendo all’interno del tuo mix.

La Audioscope ha realizzato il modello 2813 Spectrum Analyzer. Si tratta di un analizzatore di spettro professionale in uso in moltissimi studi di registrazione sparsi in tutto il mondo.

Si potrebbe quasi considerare uno standard.

Ne esistono di diverse tipologie, questo modello in particolare mostra lo spettro tramite dei LED colorati.

Esistono analizzatori di spettro più moderni che offrono una visualizzazione delle curve spettrali, ma non sono sempre precisissimi.

In ogni caso, dovrai procurartene uno, questo è uno di quegli elementi che non puoi trascurare in un Home Studio professionale.

Dovrai valutare anche un Meter esterno per l’immagine stereo, i volumi effettivi dei tuoi mix e la verifica della fase.

Uno strumento come il TC Electronic Clarity M Stereo, potrebbe essere ciò che fa al caso tuo.

È abbastanza economico (rispetto ad altri hardware della stesa categoria) ma ti darà dei parametri affidabili, e non è un modello da rack.

Con uno strumento del genere sarai sempre informato su quello che succede, lo avrai sempre sotto i tuoi occhi, quindi potrai valutare con attenzione tutte l conseguenze di un’eventuale modifica del tuo brano.

Un altro elemento importante all’interno del tuo Home Studio potrebbe essere un Mixer Sommatore.

Un Mixer Sommatore è un apparecchio di solito dotato di 8/32 canali, che permette di sommare le diverse tracce di un tuo mix e restituire un risultato caratterizzato da sonorità analogiche.

Si potrebbe definire un “mixer senza fader” al quale gli si inviano i canali da sommare. Una volta impostati i vari parametri, otterrai il tuo mix he suonerà come se fosse stato mixato su una console analogica.

C’è un dibattito aperto sull’uso o meno di questo apparecchio all’interno di Home Studio professionali, tuttavia al di la delle singole preferenze, si tratta di uno strumento potente e decisamente utile in fase di mix.

L’AMS Neve 8816 Summing Mixer di Ruper Neve è un sommatore che riprende le sonorità della famosa console Neve.

Dispone di ben 16 canali (ormai è il minimo considerato standard negli studi professionali), regolatori di livello, pan, insert e gestione del M/S.

Il passaggio da segnale digitale a segnale analogico alla fine della somma avrà molti vantaggi se sviluppato con macchine di questo genere, la qualità è indiscutibile.

Esistono sommatori sviluppati da Solid State Logic che emulano le loro console più famose, è il caso del SSL Sigma Delta, un sommatore a 32 canali in grado di dare ai tuoi mix un sound analogico tipico di SSL.

Altre marche di rilievo sono la SPL, Antelope e Dangerous Music.

Passiamo adesso ai processori di segnale.

Per processori di segnale si intendono i compressori, equalizzatori, effetti psicoacustici, limiter e tutti quegli apparecchi che in qualche modo hanno lo scopo preciso di alterare il segnale.

Tutto l’outboard che comprerai dovrà essere mirato e specifico per la destinazione d’uso del tuo Home Studio.

Ci sono compressori ed equalizzatori più specifici per il mastering e altri invece, che sono perfetti in fase di produzione o di mix.

Un buon esempio di compressore audio per il mixing ad esempio è l’SSL XLogic Stereo Compressor.

Questo compressore non è altro che la replica in versione rack del famoso compressore G-Series di SSL che troviamo nelle console.

Il suono spettacolare e facilmente riconoscibile renderà i tuoi mix più caldi e aggiungerà un tocco di analogico.

Se utilizzato con sapienza, questo compressore può davvero restituire risultati di qualità estremamente alta.

Come puoi vedere, non si tratta di un compressore con molti controlli, l’interfaccia è molto semplice e va dritta al punto. Ottenere un ottimo Mix.

Sempre parlando di compressori audio, è di tutt’altra pasta il famoso API Audio 2500.

Si tratta di un compressore stereo molto famoso nel settore della produzione musicale.

Per le sue caratteristiche, è un compressore audio che si presta alla fase di produzione, in particolare è ottimo sulle parti ritmiche.

Conserva bene i transienti e da un maggiore impatto ai suoni.

Tuttavia è spesso impiegato anche in fase di mix dove restituisce un suono ben scolpito e piacevole all’ascolto.

Questo compressore audio è considerato uno standard in tutti gli studi professionali di alto livello, averlo nel tuo Home Studio, e sfruttarlo al massimo del suo potenziale, aumenterebbe notevolmente la qualità dei tuoi prodotti.

Il Manley Variable MU Mastering, come suggerisce lo stesso nome (alla Manley non volevano rischiare errori di comunicazione!) è pensato per la fase di mastering.

Questo compressore audio offre un’elevata quantità di controlli per poter manipolare e gestire al meglio la dinamica di interi brani.

È pensato per fare da collante per il tuo mix, donando calore, omogeneità e una precisione molto elevata. inoltre ha anche la funzione di Limiter.

Parlando di mastering audio non si può non citare il famoso Shadow Hills Industries Mastering Compressor.

Questo compressore per mastering è stato pensato come due compressori separati posti in serie, dunque con due stadi di compressione.

Il primo stadio elettro ottico, e il secondo VCA discreto in Classe A.

È un compressore morbido e musicale che viene spesso integrato in studi specializzati in mastering.

Per gli equalizzatori audio vale la stessa regola. Ogni hardware ha caratteristiche che lo rendono unico.

Questo vuol dire che avremo differenti hardware per differenti situazioni, specializzazioni.

L’equalizzazione in fase di mastering può essere gestita con un Manley Massive Passive Mastering.

Si tratta di un equalizzatore audio che ha dettato lo standard per anni negli studi di registrazione professionali.

I suoi filtri, pensati proprio per la fase di mastering, agiscono in modo trasparente senza alterare il suono originale del prodotto.

Grazie al suo funzionamento passivo è un equalizzatore pulito che regala “aria” ai master senza introdurre rumori o colori di alcun tipo.

Questa sua trasparenza lo rende perfetto per la fase di mastering.

A questo punto, avendo già dato una prima occhiata ai compressori ed equalizzatori audio pensati per il mastering, si può intuire come sia importante per questi strumenti la trasparenza sonora.

Un altro elemento importante di queste macchine è che spesso presentano controlli rotativi a scatto.

In questo modo non solo il segnale sarà perfettamente bilanciato su entrambi i canali stereo, ma avrai anche più facilità quando dovrai fare un recall (ovvero recuperare le impostazioni di un vecchio progetto), saranno precise e facilmente trascrivibili.

In un Home Studio specializzato in mastering audio, è fondamentale che tutto l’outboard sia facilmente programmabile, perché ti troverai spesso a dover fare ascolti A/B.

La possibilità di cambiare rapidamente impostazioni ti darà la possibilità di trovare il sound giusto con maggior precisione.

Gli equalizzatori pensati per la produzione sono molto differenti.

Aggiungono colore alle frequenze sulle quali vengono applicati, danno un maggiore gain e spesso i comandi rotativi sono liberi, senza lo scatto.

Un equalizzatore utilizzato per questo scopo potrebbe essere l’AMS Neve 8803 Stereoequalizer.

Un equalizzatore stereo molto preciso che però aggiunge il sound analogico delle console Neve.

Come vedi, gli equalizzatori pensati per essere utilizzati in fase di produzione, aggiungono un loro personale sound, caratteristica che li rende unici.

È difficile determinare dunque una perfetta configurazione per il tuo outboard. Il tuo Home Studio dovrà essere attrezzato sia per il tipo di specializzazione sia per il tuo personale gusto.

Un Home Studio professionale dovrebbe esprimere un carattere ben definito, caratterizzato da un work flow unico come gli strumenti che utilizza.

Il tuo gusto influenzerà molto la scelta del tuo outboard, dovrai decidere che impronta sonora dare ai tuoi lavori.

Esistono moltissimi processori di segnale come riverberi, driver, delay, saturatori e stereo imager.

Sono tutti elementi che dovrai valutare in base ai criteri di prima, specializzazione e gusto.

A livello hardware costituiscono un elemento importante anche i Desktop Synth.

E dovrai aggiungere qualcuno al tuo Home Studio.

Ti ho già detto di valutare i synth per i musicisti, ma i Desktop Synth sono qualcosa di leggermente diverso.

Un sintetizzatore usa diversi generatori sonori per creare forme d’onda che vengono successivamente unite e lavorate.

Nei sintetizzatori come il famoso Moog One è presente una tastiera per poter suonare e comporre delle parti.

Nei Desktop Synth invece, questa tastiera non c’è come nell’Access Virus T1 Desktop.

Questi sintetizzatori che possono essere pilotati tramite controller o dal software plugin incluso, possono rappresentare uno strumento molto potente nel tuo arsenale.

Avrai la possibilità di generare suoni che la maggior parte di plugins non sarà in grado di riprodurre.

Il suono di un sintetizzatore è un suono molto colorato e con una pienezza che difficilmente si raggiunge con un plugin.

Ed ecco che arriviamo ai plugins!

Ho già approfondito l’argomento riguardo i plugins che ritengo essere i più utili in un Home Studio.

In un Home Studio professionale bisognerebbe valutare l’acquisto di bundle completi e utili per ogni situazione d produzione.

Izotope ne offre diversi che possono rappresentare un ottimo punto di partenza.

Ricorda sempre di dirigere i tuoi acquisti nella stessa direzione della specializzazione del tuo studio! Non comprare strumenti se prevedi di fare solo mastering!

Home Studio Pro, si o no? Conclusione


Gli Home Studio professionali sono assolutamente realizzabili.

Tutto dipende dall’abitazione (o in generale dallo spazio) in cui si intende costruire lo studio e dal budget a disposizione per realizzarlo.

Trattandosi di un Home Studio di livello professionale, quindi in grado di consegnare prodotti di altissima qualità, avrà bisogno di un buon investimento iniziale.

A differenza degli Home Studio di cui ho già discusso in un altro articolo questi sono più complessi, richiedono l’impiego di materiali di qualità, l’aiuto di professionisti del settore e conoscenze notevoli.

Se vuoi approfondire il funzionamento degli strumenti che hai incontrato in questo articolo ti potrebbero interessare anche:

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